Vestirsi d'inverno . L'arte della cipolla - apassolento.com
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Vestirsi d’inverno

L’arte della cipolla

Inverno chiama neve e ciaspolate.

Ma quante volte mi sono sentito ripetere “ci rivediamo in primavera”, “d’inverno fa troppo freddo”, “non sono attrezzato o attrezzata”.

Vediamo allora come vestirsi d’inverno, troverete anche qualche consiglio su come orientarvi per un eventuale acquisto.

vestirsi d'inverno

Vestirsi d’inverno. Stando alle indicazioni di cui ci inondano gli schermi i vari brand dedicati all’escursionismo ed alle attività outdoor in genere sembra ormai che non si possa più andare a fare un’escursione sulla neve se non si è attrezzati come per salire sull’Annapurna.

La realtà è che per un’escursione invernale occasionale non occorre più di tanto… Al netto degli scarponi, quelli sì vi servono, alti, impermeabili e caldi possibilmente, se non volete passare una giornata di m….a in mezzo alla neve è indispensabile che teniate i piedi all’asciutto.

Come una volta

Detto questo, ah che bello ricordare i bei vecchi tempi in cui si usciva con lo zaino Invicta sulle spalle, jeans e ghette per non bagnare i pantaloni, canottiera, maglietta, camicia di flanella e maglione di lana più giacca a vento.

Nessuno ti accusava ohibò di essere uno sconsiderato.

Un cambio di canotta e maglietta nello zaino… quello stesso zaino che una volta iniziato a camminare doveva contenere anche maglione e giacca a vento ed eri fortunato se in più ti ci stava dentro anche solo un termos con del the caldo.

Fantastico.

Sembrerà anacronistica la scena ma non è che le cose di fatto siano cambiate così tanto (poi vedremo cosa è realmente cambiato): più o meno ci si veste, o si ci dovrebbe vestire, allo stesso modo, solo più cool.

La lana ad esempio sta avendo una seconda giovinezza e le canotte oscene che una volta si compravano in pacchi al mercato ora sono di colori fighi, lane certo più morbide sulla pelle, e soprattutto, si fanno strapagare.

Vestirsi d’inverno: la cipolla

La regola su come vestirsi d’inverno per un’escursione è sempre stata solo una: quello di farlo “a cipolla”.

Il vestirsi a cipolla è una regola che in montagna vale però 4 quattro stagioni.

Cosa si intende per vestirsi a cipolla? Un indumento traspirante a contatto con la pelle, per metterci sopra via via quelli più caldi e meno traspiranti.

A strati, come una cipolla appunto.

Il risultato? Che se abbiamo caldo basta togliere uno strato, “scoprirsi”, mentre se avvertiamo freddo basterà mettere di nuovo addosso un indumento.

Bagnato addosso? No bene.

Altra accortezza è quella di non tenere addosso indumenti bagnati, perchè attualmente le uniche tecnologie in grado di tenerti al caldo quando grondante di sudore sono alcuni capi sintetici ma soprattutto la lana, che oltre a tener caldo traspira (ed è quindi confortevole) come il sintetico non riesce a fare.

Sopra…

La maglietta di cotone insomma potrebbe andar bene anche lei, ma occorre sicuramente cambiarla ogni volta che l’avrete intrisa di sudore. Volete portarne 4 nello zaino? Ecco, forse meglio sì sostituirla con una in lana (tipo questa, questa o questa), anche meglio del sintetico “termico”, in quanto nel mentre vi farà sudare di meno e avvertire più caldo.

Avete poi una vecchia camicia? Perchè non metterci sopra quella, con un maglione starete da dio. E se dovesse tirare vento? La vostra giacca a vento.

Fin qui vi sarete accorti anche voi che il pile iper tecnico (se proprio proprio provate a dare un’occhiata a questo, questo, questo e quest’altro) e la maglia termica non erano così indispensabili, ma la giacca a vento, quella sì è una nota un po’ dolente. Le vecchie giacche a vento occupano spazio.

Se non avete uno zaino capiente (o su cui è facile fissare la giacca a vento… perchè non volete camminare con su la giacca a vento vero???) e dovessi ancora consigliarvi un ulteriore acquisto non andate però a cercare un “guscio” (l’ultimo strato, quello isolante e interamente impermeabile, costosissimo), piuttosto orientatevi su un “piumino” (che è tra virgolette perchè può essere anche sintetico, tipo questo e questo, non necessariamente piuma d’oca) ibrido, che tenga quindi anche il vento. Per il guscio siete sempre in tempo, e sotto la neve o in mezzo alla bufera potete benissimo sostituirlo con un k-way da quattro soldi per quelle volte che vi servirà.

In generale la “pesantezza” di ogni singolo strato dipenderà da quanto voi siete freddolosi o freddolose.

E se avete paura di aver freddo: meglio un capo in più nello zaino che averlo nell’armadio.

… e sotto

Altra riflessione occorre farla sui pantaloni.

Qui ti si aprono due strade.

Sei ancora sul sentiero del “voglio provare, vediamo se mi piace”, allora puoi pensare a recuperare un paio di ghette e metterle sopra un paio di jeans comodi.

Dovrai stare attento a non cadere nella neve se non vuoi bagnarti, possibilità anche remota se vuoi ma da non escludere se si va in giro un po’ “cazzoni”.

Se per caso hai una moto nel garage magari hai anche un paio di sovrapantaloni per la pioggia, che potrebbero tenerti al riparo da cadute bagnate anche se certamente non sono il massimo della comodità.

Per le tue escursioni puoi invece pensare di acquistare un paio di pantaloni caldi e, mi raccomando, idrorepellenti.

Il mercato offre vastissima scelta, anche per diverse fasce di prezzo (guarda qua o qua). Comunque le ghette sono consigliabili.

Ultimo ma non meno importante

Calze calde, guanti, sciarpa e berretto di lana… e starete benissimo, garantito.

Ah e non dimenticate gli occhiali da sole.

Cosa è cambiato rispetto al passato

Ecco, rispetto al passato la tecnologia ci risparmia certamente zaini tipo sherpa offrendo capi dal rapporto peso/calore molto conveniente.

Ma sapete che vi dico: non occorre svenarsi se fate un’escursione al mese (e anche su quella alla settimana ho qualche dubbio).

Acquistate SOLO QUELLO CHE VI SERVE.

E quel che vi avanza spendetelo in esperienze, non in attrezzatura!!!

Se i vostri capi li acquisterete sobri inoltre potrete riutilizzarli quotidianamente.

Avete un bel maglione? Bene è giunto il momento di sfoggiarlo durante un pranzo in rifugio. State andando a fare una ciaspolata, mica a traversare i Liskamm, non andate ad acquistare un pile sportivo ipertecnico che metterete una volta ogni tanto e che se vi va bene il negozio in cui volete acquistarlo lo ha messo in stock (e quindi ve lo propone) per il colore e non per la tecnologia.

Ricordate che ogni vostro singolo acquisto ha un peso importante su quell’ambiente che la domenica vi riempie il cuore e vi sta facendo distendere i nervi dopo una lunga settimana di lavoro.

gionata pensieri
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