Suunto Ambit 3 Peak

Prova sul campo del Gps da polso top di gamma dell’azienda finlandese, il modello Suunto Ambit 3, la versione che ho testato è la Peak.

Prima che vi leggiate le conclusioni che ho tratto e che vi spieghi in che modo ho testato questo Suunto Ambit 3 Peak, è bene che vi spieghi che me ne faccio di una tecnologia simile. Le mie necessità potrebbero essere diverse dalle vostre per cui, per voi, questo Suunto potrebbe essere una soluzione valida. Io pratico prevalentemente escursionismo, trekking di più giorni ma anche alpinismo su ghiaccio e roccia. Ero in cerca di un qualcosa che potesse sostituire (e/o integrare efficacemente) carta e bussola in caso di scarsa visibilità o emergenza (se dovessi perdere completamente l’orientamento senza possibilità di recuperarlo guardandomi attorno, per dirla in soldoni).

Per cui ho provato questo “miracoloso” Suunto Ambit 3 Peak, Gps da polso, bell’oggetto devo dire, davvero semplicissimo da usare. Aperta la scatola te lo trovi elegante insieme a fascia cardio, cavo usb e foglio di istruzioni. Quest’ultimo a prima vista può sembrare scarno ma una volta che si sa la funzione secondaria di ciascun tasto tutto il resto è abbastanza superfluo. L’uso è quindi ben studiato ed intuitivo. I primi test li ho fatti attorno a casa, in strada. Attivata la registrazione del Gps (si può scegliere tra non poche attività e lui in cambio ti informa su distanze, tempi, ascesa, dislivello, andature, dati dalla fascia cardio o da altri Pod che si possono facilmente connettere) è molto semplice anche registrare punti di interesse sulla traccia. L’orologio nonostante quello che avevo letto in giro non pesa al polso, secondo me ha delle dimensioni tutto sommato contenute, ma calcolate che io sono un uomo di 100 kg per 195 di altezza.

Tutto bello quindi? Non proprio. Due mezze giornate su strada ed una intera in ambiente ed ecco venire fuori le prime pecche. Quello della durata della batteria in questo genere di apparecchi è problema noto, su cui non credo abbia senso soffermarsi, l’unica indicazione che mi sento di dare è che in vista di un trekking di più giorni in cui si vuole registrare l’intero percorso camminato confermo che diventa davvero inevitabile munirsi di un pannellino solare con cui si dovrà ricaricare il Suunto. Per l’utilizzo quotidiano siamo ormai abituati ad avere i cellulari sempre attaccati alla presa di corrente per cui non ci vedo sta grande difficoltà.

La batteria non è la nota meno lieta quindi. A mio parere il limite più grande è proprio in quello che meglio dovrebbe fare questo Ambit 3, motivo per cui dovrei acquistarlo: la navigazione e tutto quello dopo dovrei fare con i dati registrati. La traccia è tutto sommato precisa, risente dell’invitabile “rimbalzo” generato dall’intervallo di registrazione ma se non si hanno necessità da professionista (della sentieristica o simili, non dello sport) si può benissimo dire che è un filo di lama. Mi salva una traccia di qualità, bello. Me la fa rivedere e mi permette di ripercorrerla all’indietro per tornare al punto di partenza, bello altrettanto. Ma se volessi invece capire dove mi trovo per riprendere magari più avanti il sentiero corretto? oppure se fossi nella nebbia e cercassi il bivacco che so, essere in zona ma non riesco a vedere? Impossibile fare entrambe le cose (o quasi). Non si può visualizzare una mappa, nemmeno quelle (alcune ottime) Open Source (con il limite delle dimensioni del quadrante, con cui penso comunque che in caso di emergenza si possa facilmente convivere). L’unico riferimento cartografico utile che ti fornisce oltre al nord sono le coordinate, inutili senza una cartina. Alla seconda casistica si può ovviare facendo ricorso alla community Suunto che si ritrova su Movescount. Nel sito dopo la registrazione si accede a tutte le tracce caricate dagli utenti. Itinerari che si possono caricare nell’orologio e quindi utilizzare in caso di emergenza. Da notare però che trovi solo cose tutto sommato molto banali e che nonostante la community sia molto affolata le tracce interessanti da utilizzare non sono molte.

Proprio la gestione delle tracce è forse la nota più negativa. Avviene attraverso il sito Movescount.com e le App ad esso collegate. Scarsissima, praticamente nulla. Il Suunto Ambit 3 registra le tracce Gps facendo un archivio di itinerari che viene sincronizzato con il profilo online. Non c’è possibilità di gestire una traccia prima, di crearne una affidabile in fase di progettazione, di “pulirla” dopo. La traccia registrata viene sovrapposta a Google maps e corredata da una mare di dati, di fatto a questo la gestione si limita. L’Ambit 3 non può nemmeno essere collegato al pc come periferica per scaricare le tracce e gestirle con un altro programma.

A voi le conclusioni ma per me è un no. A meno che nelle vostre uscite non vi limitiate a pedalare o andare con le vostre gambe esclusivamente sull’asfalto. Se volete sentirvi dire qualche consiglio mandatemi pure un messaggio.

 

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