Riale, la val Formazza e il lago di Morasco

Riale, antico centro Walser, frazione di Formazza, si trova nell’estrema appendice settentrionale del Piemonte.

A poco più di due ore di auto da Milano c’è una zona montuosa che è un vero e proprio luna park in mezzo alla natura, adatto ai bambini ma anche agli adulti che hanno voglia e che sognano mete più impegnative. Si tratta della val Formazza e di tutto il sistema di valli ad essa vicine. Con il parco naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero a due passi, le vicine alpi del Sempione (un giro vi consiglio di farlo qui), l’Ossola è una regione alpina che offre moltissime possibilità di svago all’aria aperta, da vivere in tutte le stagioni.

Inverno praticamente senza neve. L’obbiettivo era farla almeno pestare al wookie ma nemmeno a quota 1800 siamo riusciti a trovarne in uno stato accettabile, tutta giacciata e giusto all’ombra. Arrivati a Fondovalle vedere la sottile striscia di neve sparata lungo il pendio per far giocare i bambini devo dire che mette un po’ di tristezza, chi vive di queste zone potrebbe inventarsi qualcosa d’altro, di equivalente ad un bob, funzionante anche nella stagione estiva e utile in stagioni eccezionalmente calde e secche come questa. Bando alle divagazioni, raccontiamo piuttosto qualcosina su questo territorio, conosciuto ai più per le bellissime piste da fondo che vengono battute durante l’inverno (quando nevicava), perchè non è che senza neve qui non ci si diverta.

Quella di Formazza in passato è stata una valle molto isolata, incassata com’è tra le montagne. La si raggiungeva prima del ‘900 solo attraverso mulattiere (alcuni di questi antichi percorsi sono stati oggi ripristinati e valorizzati attraverso forme di turismo sostenibile, lunghi trekking transfrontalieri in cui si scoprono cultura e le tradizioni centenarie che in passato caratterizzavano questa e le valli attigue). Nei primi anni del secolo scorso è arrivata la carrozzabile, credo che invece risalga al 2010 l’apertura dell’attuale strada, che attraverso una galleria elicoidale (scopro lunga circa 3 chilometri) sale all’imbocco di questa splendida conca. Percorrendola in auto si incrociano le diverse frazioni fino a Riale, ai piedi della diga di Morasco. L’intera zona è caratterizzata da un fortissimo sfruttamento di tipo ideoelettrico. Vero è che le centrali stesse sono piccole, molto singolari e pregiate opere di architettura, che richiamano uno stile liberty probabilmente molto in voga nel periodo in cui numerose sono state costruite in valle dalle società elettriche, ma basti riflettere sulla fine che ha fatto a causa loro la cascata del Toce, tra le più alte d’Europa, che “funziona” a tempo e solo nel periodo estivo, per capire quanto lo sfruttamento idroelettrico ha cambiato il volto della valle (e di quelle vicine, che spesso hanno subìto la stessa sorte).

cascata del toce punto panoramico riale

Ai piedi della cascata c’è la frazione di Sottofrua, da qui eventualmente un sentiero risale ripido a lato. Superato lo zoccolo tutto spiana nuovamente al cospetto dell’albergo Cascata (che risale a metà dell’800 e dove c’è una passerella di legno molto panoramica. Da qui in breve finalmente a Riale, piccolo borgo Walser praticamente disabitato, che si anima grazie al turismo e dove, se vogliamo risparmiare a chi è con noi tutto il dislivello da Sottofrua, si parcheggia. Da qui con i bimbi si può fare un breve giro tra le casette di pietra e legno di Riale, andare poi lungo i prati fino alla diga di Morasco, passando sotto la chiesetta (costruita lì in alto probabilmente per non farle fare la fine di quella che c’era prima a Morasco… frazione che indovinate un po’ dove si trova?) e raggiungere quindi lo specchio d’acqua. Lungo la diga si trova anche il rifugio Bim se al lago, aperto però solo in alta stagione (date un occhiata al link per sapere i giorni di apertura). Da qui si rientra comodi all’auto.

ACCESSO: autostrada dei Laghi poi direzione Gravellona Toce. Dopo Arona si prosegue sempre dritto sulla Statale del Sempione e si esce a “Baceno, Alpe Devero, Premia, Goglio”. Seguiamo prima le indicazioni per Premia, poi per Formazza. A questo punto c’è solo da percorrere l’unica strada principale, che arriva fino a Riale.

DISLIVELLO: 100 metri (1700-1800)

DIFFICOLTA’: 0+. Con un po’ di muscoli è un percorso adatto anche ai passeggini

NOTE: ma che sono sti Walser? Walser è in soldoni un nucleo di popolazione tedesca che si è stabilito in questa zona delle Alpi circa nel XIII secolo. Vivevano di allevamento ed in parte anche di agricoltura. Sono riusciti a mantenere nei secoli la propria autonomia amministrativa ed etnica. Di fatto sono rimasti isolati da tutti, tanto che ancora oggi esiste una lingua Walser. Stabilitisi in val Formazza ma anche nel Sempione, nei Grigioni svizzeri, Val d’Aosta sono spesso riusciti allo stesso tempo a mantenere un’ identità culturale e sociale pressoché unica, dando un grande contributo anche a preservare l’ambiente alpino in cui vivevano. L’insediamento di Formazza è molto vivo, a Riale c’è la Walser Schtuba, locanda in stile anche nel mangiare, un altro insediamento molto famoso è quello di Salecchio. Tipica delle costruizioni Walser la struttura a palafitta appoggiata su grandi dischi di granito. In questo modo i topi, non possedendo gli stessi geni di Adam Ondra, non riuscivano ad accedere nelle abitazioni.

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