In montagna con i bambini

Ricordo un vecchio film in cui il protagonista rifletteva sui propri figli: “Siamo talmente impegnati nel cercare di dargli quello che non abbiamo avuto che dimentichiamo di dar loro quello che invece non ci è mancato”.

Per me questo è la montagna, in solitudine, molto meglio se con amici, non neccessariamente alta, solo vissuta, espressione della natura, capace sempre di stupire con poco. La prima volta che ho portato con me il wookie ero in val di Scalve, bosco del Giovetto. Il piccolo al petto avvolto nella fascia porta bebè. Faceva freddo, aveva poche settimane. Ci furono altre occasioni, che lo hanno fatto anche diventare il più piccolo escursionista arrivato alla Falc (a detta dei gestori), a 5 mesi, in una caldissima giornata di agosto.
Ora il wookie ha tre anni e continua a venire in montagna, inizia a camminare sui sentieri, per quanto riesce, prima che cada nel sonno, sfinito.

Cosa ho imparato nelle mie escursioni con il piccolo al seguito? Che so da dove e quando parto, ma non quando arriverò, e che potrei non arrivare necessariamente dove avevo preventivato. Il ritmo e l’immaginazione di un bambino possono trasformare la montagna in una lunghissima maratona, tanto vale prendercela comoda ed assecondarlo. Prima o poi sarà il suo passo a superare il nostro, avremo tempo per incazzarci, più avanti, sfiniti noi al posto loro.

In queste pagine voglio condividere impressioni, consigli, itinerari pensati per i più piccoli ma che possano essere remunerativi anche per gli adulti. Tutti testati personalmente anche da chi ha le gambe corte (di fatto, non perchè dice bugie).

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gionata pensieri
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