Friuli 2 – Il rifugio Grego

Rieccoci per la seconda tappa nel nostro breve giro in Friuli. Ancora una volta nel tarvisiano. Meta designata il rifugio Grego. Praticamente sul fronte opposto all’altopiano del Montasio, in mezzo a cui passeggiavamo il giorno prima.

Dando una scorsa alle cartine, piedi comodamente all’aria, all’ombra della veranda del nostro appartamento a Tolmezzo, mi sono imbattuto in questo rifugio. Due accessi: il primo ed immagino più battuto da Valbruna, proseguendo lungo la val Saisera, in un’ora col sentiero che parte dalla malga omonima (quello che si percorre anche innevato, mi hanno poi detto i gestori), il secondo, dislivello praticamente nullo e avvicinamento di qualche decina di minuti, quello che abbiamo scelto noi per far camminare il wookie. Il rifugio sorge in bella posizione, radura assolata alle pendici del Jof di Somdogna, contornato da un bel bosco di conifere. A pochi minuti seguendo un sentiero che parte dietro il rifugio si trova il famigerato laghetto, mi è sembrato più uno stagno, ma ha fatto un’estate secca (?).

ACCESSO

Da Tolmezzo non ho preso l’autostrada in direzione Tarvisio ma la statale che per lunghi tratti la costeggia (se non si esce a Tolmezzo e si procede poi verso nord in direzione Amaro o Tarvisio si può considerare di uscire a Pontebbia, e tornare indietro per un pezzetto fino a Dogna, i tempi mi sa che più o meno sono gli stessi). Arrivati al comune di Dogna si lascia la statale entrando a sinistra e la strada, svoltando bruscamente a destra, passa sotto il cavalcavia immettendosi nella valle, costeggiando il corso del torrente. La strada quando inizia a salire si fa stretta e tortuosa, diversi chilometri (tanti) di tornanti, per terminare praticamente ad un piccolo spiazzo in cui lasciare la macchina (serve anche un piccolo agriturismo).

L’ESCURSIONE

Si parcheggia e dritto di fronte a noi si vede un piccolo altare dedicato agli Alpini caduti, la larga carrareccia si inoltra poco più a destra, nel bosco di conifere. Un bel cartello al limitar del bosco indica la direzione in cui incamminarsi, impossibile sbagliare. Daprima pianeggiante la strada, non più asfaltata, inizia bruscamente a scendere con alcuni tornanti (qui è stato gettato del cemento ed i tornanti sono ben consolidati). Ben presto si torna a camminare in falso piano ed in pochi minuti all’ombra delle conifere si arriva al lato del rifugio.

Lungo la strada per raggiungere la sella da cui siamo partiti ci siamo imbattuti in diversi “segni” della Grande Guerra, fortificazioni, diverse cappelle votive in ricordo dei caduti. In effetti questo è stato un fronte molto caldo, l’ente del turismo Friulia Venezia Giulia ho visto che organizza anche diverse escursioni per approfondire la conoscenza di questi luoghi e conservarne memoria. Lo stesso Grego cui è stato intitolato il rifugio (per primo, poi sono stati aggiunti anche gli altri suoi due fratelli) è un soldato pluridecorato della Prima guerra mondiale.

Il Grego è un ottimo punto di partenza per escursioni in val Dogna e sul versante settentrionale del Montasio.

DIFFICOLTA’: T (20′ carrozzabile)

DISLIVELLO: ininfluente (son solo 20′)

INTERESSE: paesaggistico

NOTE: età 0+

gionata pensieri
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