Campo dei fiori e Sacro Monte

Non chiedetemi il perchè, ma il wookie si è esaltato come poche volte nel vedere l’osservatorio di Campo dei Fiori. E’ proprio il caso di dirlo: Meraviglie della natura.

Ormai è risaputo che riesco a trasformare qualsiasi cosa in una passeggiata, per cui una gita fuori porta che potrebbe benissimo occupare l’arco di un pomeriggio, o di una mattinata, l’ho facilmente trasformata in una giornata intera, pranzo al sacco comodamente seduti su una panchina vista laghi e… in c…o a chi ha fretta. Meta questa volta Campo dei Fiori, il suo parco ed in particolare l’osservatorio astronomico. Parcheggiata l’auto al ristoro in cima alla salita si prende l’asfaltata che sale a sinistra, non abbastanza ripida per far venire il fiatone alla mamma col fratellino nella pancia. Si arriva quindi davanti ai cancelli con la dovuta calma, e da qui in breve all’osservatorio. Una visita è d’obbligo nei fine settimana. In cima alla torre di osservazione sguardo a 360 gradi (o quasi) e dei pannelli che aiutano a riconoscere le montagne.

Il Parco regionale Campo dei Fiori è caratterizzato da una vegetazione molto varia, ben illustrata dalla serie di cartelli didattici che si incrociano lungo i suoi sentieri. L’osservatorio astronomico è il maggiore polo di attrazione di una piccola ma vera “cittadella della scienza”. In questo luogo vengono condotti studi sui corpi celesti ma anche sulla meteorologia, sui sismi e sulla botanica (alcune delle apparecchiature per “i fulmini” sono state lasciate bene visibili a pochi passi da una serra “fredda” in cui sono a coltura alcuni fiori tipici dell’arco alpino). Tutti questi studi vengono divulgati egregiamente, con un ricco calendario di eventi ed attività dedicate a piccoli e grandi ricercatori. L’osservatorio propone visite guidate sia notturne che diurne. Per le prime occorre prenotare mesi prima, sono gettonatissime. Le ultime invece si tengono nei fine settimana, sono ad offerta libera e durano una trentina di minuti. Fanno vedere il telescopio e le sale dove vengono raccolti dati meteorologici e sismici, con prenotazione a gruppi di almeno 10 persone viene anche fatto osservare il sole (tempo permettendo).

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ACCESSO: in auto ma anche in treno.

In auto si prende l’Autostrada dei Laghi in direzione Varese fino al suo termine. Entrati in Varese la si attraversa seguendo le indicazioni per il Sacro Monte. Quando inizia la ripida salita seguire all’unico bivio le indicazioni per l’osservatorio. Si arriva ad un ristoro e qui occorre parcheggiare, salvo avere un permesso è vietato proseguire oltre questo punto (permesso accordato in caso di visite notturne su prenotazione).
In treno dalla stazione di Varese, si prende l’autobus, linea C direzione “Prima Cappella – Sacro Monte”. Da qui la funicolare per Sacro Monte o il bus sostitutivo. In piazza Pogliaghi (Sacro Monte) c’è la coincidenza per Campo dei Fiori.

TEMPO: tempo?? Con un wookie ed una panciona al seguito… circa 7 ore andata e ritorno, pause comprese però.

DISLIVELLO: bho… confesso di non averlo guardato, comunque il santuario è a quota 844 metri mentre l’osservatorio è un po’ più in alto, quota 1227.

NOTE: come già detto l’intero parco è attraversato da una fitta rete di sentieri, per cui si possono trovare escursioni molto interessanti e più impegnative. Si possono vedere (o concatenare, per dirla con un termine “alpinistico”) anche il “Grande Hotel Campo dei fiori” o meglio, quello che ne resta (è stato chiuso alla fine degli anni ’60 ed ora è in stato di semi abbandono), oppure le ville liberty, la badia di Ganna, dedicata a San Gemolo martire, o la famosa rocca di Orino.

Il Parco regionale Campo dei fiori comprende anche il complesso del Sacro Monte di Varese, patrimonio dell’Unesco. Era il 1984 quando papa Giovanni Paolo II affrontò i 2 chilometri che separano la prima delle 14 cappelle votive dal borgo di Santa Maria del Monte. Un bronzo dallo scorso anno campeggia davanti al santuario mariano, a ricordare nel trentesimo di quell’avvenimento il saluto del pontefice ai fedeli. La via sacra da lui percorsa risale a circa 400 anni fa, da allora continua ogni anno a richiamare migliaia di pellegrini, che affrontano la salita acciottolata che supera le 14 cappelle per guadagnare il santuario. Quello di Santa Maria del Monte non è solo un santuario, è un bellissimo borgo, il cui insediamento risale probabilmente addirittura all’epoca romana. Certamente l’intero complesso merita una visita, inserito com’è tra l’altro in un contesto naturale di grandissimo pregio ed interesse. Con l’osservatorio fa una bella giornata che coniuga arte, sacro e natura.

gionata pensieri
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