Ca Runcasch casa del pizzo Scalino

Wookie al seguito per una facile escursione che ci ha regalato panorami mozzafiato.

Qui lo dico e qui lo nego, mi piace la Valmalenco. Ambiente di alta montagna, facilmente raggiungibile ma anche no, ideale per trovare frescura durante l’estate, splendida e come potrebbe essere altrimenti pure d’inverno quando è immersa nel silenzio.

Dopo aver fatto outing posso passare ora a descrivervi quanto saggiato la scorsa settimana da me, consorte e piccolo Ciubek armato del suo ormai inseparabile (quando si tratta di escursioni in montagna) bastone di tenero nocciolo.

Da tempo volevo tornare nella zona di Campo Moro e la margherita di alternative che abbiamo sfogliato ci ha portato fino al rifugio Ca Runcasch. Il ventaglio di possibilità era molto ampio, scartato il rifugio Bignami perchè temo che ancora il wookie non ce la faccia a camminarla tutta dalla diga di Campo Moro (ci proveremo senz altro l’anno prossimo), accantonata l’idea del lago Palù ma soprattutto mio malgrado del Tartaglione e delle sue splendide quanto rinomate fritelle (piango ancora all’idea, mai far scegliere ad una donna l’itinerario), la scelta cade su questo rifugio, aperto tutto l’anno, posizionato sui prati di Campagneda di fronte alle bellissime pareti del pizzo Scalino. Runcasch nel dialetto che si parla in queste valli è la pernice bianca, Ca Runcasch è una vecchia baita di pastori che per ovvi motivi frequentavano questi alpeggi. Qui non è raro imbattersi in mucche al pascolo.

Il percorso dapprima asfaltato diventa carrareccia e nella primissima parte è un po’ ripido. Quando si arriva al primo alpeggio molla e praticamente non riprende più quota in modo considerevole. La via al rifugio è ben segnalata, lungo la carrareccia si trova un unico bivio, quello per il rifugio Cristina (altro posto da vedere assolutamente, circondato da prati e grandi massi piatti), che è poco più distante rispetto a Ca Runcasch (nel caso del Cristina si stacca un sentiero e si affrontano due brevi tratti un po’ più ripidi. Al termine del primo, e potrebbe essere un giro consigliato al posto della carrareccia, sul pianoro che si attraversa si trovano indicazione e sentiero che svolta a sinistra per ricollegarsi alla strada, appena sotto la Ca Runcasch). Dal rifugio si può risalire in breve anche ai laghetti di Campagneda.

ca runcash

ACCESSO

Valtellina. Per chi come me arriva dal lecchese si percorre la Tangenziale di Sondrio fino ad arrivare alle porte della città. Appena entrati c’è una rotonda con le indicazioni, a sinistra per Chiesa Valmalenco. Si sale (come per andare alla Bosio) e si prosegue per un bel pezzo seguendo le indicazioni per i bacini di Campo Moro. Si supera Franscia ed a questo punto, dopo la seconda galleria si trova sulla sinistra un piccolo parcheggio, di fronte ad una diramazione che sale sulla destra. I segnavia qui indicano anche il nostro rifugio. Si può proseguire su questa strada e parcheggiare un po’ più avanti ma si risparmiano solo 5 minuti di salita e far manovra più avanti potrebbe risultare difficoltoso.

 

DIFFICOLTA’: T. Carrareccia. (E. Sentiero se si decide di seguire per il Cristina e poi deviare verso sinistra per raggiungere il nostro. Un unico punto da mano al bambino, lungo il tempo di un passo).

DISLIVELLO:  210 metri (1960-2170)

TEMPO: 1h15

INTERESSE: paesaggiastico, naturalistico

NOTE: età 3+. Le pareti del pizzo Scalino sono vicine e buttano giù un’arietta frizzante. Il rifugio è aperto anche d’inverno e merita un giro, la carrareccia si percorre a piedi facilmente, magari con le ciaspole.

 

gionata pensieri
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