Camminare sicuri. Come preparare un’escursione

Preparare un’escursione, cosa significa?

Un’escursionista preparato è un escursionista sicuro? Ma davvero questo basta? Basta preparare la propria escursione per uscire in sicurezza? O no? Bhe, diciamo che è un buon inizio.

Ma poi cosa vuol dire “preparare un’escursione”? Verrebbe da dire preparare lo zaino e partire. Ma se è così semplice perchè allora ci sono sempre tante persone che hanno timore, non solo quando si tratta di affrontare un trekking ma anche quando si tratta di escursioni giornaliere?

Sei tra questi?

Vorresti andare in escursione ma non sai da dove iniziare? Hai comprato chili e chili di (inutile, o quasi) attrezzatura tecnica ma ancora non riesci a muovere il primo passo? Niente paura, ci passano in molti. Basta un po’ di “preparazione”.

Per prima cosa sappi che la presenza di un buon amico aiuta molto. Se malauguratamente tutte le persone che ti stanno attorno, a piedi, non fanno neppure le scale di casa puoi provare a rivolgerti a guide o gruppi organizzati dalle sezioni Cai finchè non avrai la necessaria sicurezza.

Ma veniamo all’aspetto pratico.

Preparazione di un’escursione, cosa significa?

Quello a cui alludo non è assolutamente il lato fisico, né tecnico o che riguarda il materiale. Se parliamo di escursioni estive (d’inverno il discorso cambia) le cose che occorrono per fare un’escursione sono relativamente poche. Approccio minimal: un buon paio di scarpe, qualcosa per coprirsi nel caso in cui faccia freddo, un minimo di pronto soccorso, acqua e cibo possono bastare (io a questi aggiungo cappello, occhiali da sole e victorinox). Ma occorre essere preparati, ossia avere pianificato.

Il pericolo più grande quando si affronta un’escursione è quello ambientale rapportato alla nostra esperienza. Significa che se non abbiamo conoscenze, del luogo, di quanto dobbiamo camminare, sul dove sono i punti di appoggio, su eventuali varianti, sul dislivello, sul dove approvigionaci d’acqua, su come sarà la meteo… un’escursione banale può trasformarsi in una pessima esperienza.

Preparare a casa un’escursione è fondamentale. E basta poco.

Per prima cosa occorre sincerarsi delle condizioni meteo. Lo si fa consultando i bollettini emersi da enti come Arpa, Meteomont, nimbusweb (il sito della Società meteorologica italiana), Centro meteo lombardo (per la sola Lombardia).

Una volta che la finestra di bel tempo è abbastanza ampia (lasciamo perdere almeno per adesso le escursioni con tempo piovoso) ci si documenta sul percorso.

Per la mia esperienza è meglio il cartaceo, il web è pieno di informazioni…

… da prendere con le pinze.

Le perplessità sui siti sono le seguenti: spesso il copia incolla è evidente, raccolgono un numero di escursioni che nemmeno in una vita (salvo non siano di una zona molto ristretta o non lo si faccia di professione… quindi se si è guide, fotografi o persone note per lavorare con l’editoria…), sono prolissi e scritti male (diska ad esempio è favoloso, ma non sono mai riuscito ad arrivare nemmeno a metà di una relazione, senza considerare che aborro il tipo di approccio che toglie ogni piacere alla scoperta). I forum neanche a parlarne, tolto rari e poco frequentati casi, si leggono tante di quelle cazzate, relazioni soggettive e senza un minimo di oggettività (il montanaro per certi versi è identico al pescatore. “Com’è di la? Si fa, si fa. Senza considerare che di là però ci sono tratti esposti e alcuni pure attrezzati, ma fa niente, tanto sono “semplici” supporti alla progressione…).

Quello che vi consiglio di fare è prendere confidenza prima di tutto con questi tre dati:

“classificazione della difficoltà, tempi di percorrenza e dislivello”.

Della prima è responsabile il Cai. Si articola in sentieri (T) turistici, per escursionisti (E – che non presentano particolari difficoltà oggettive), per escursionisti esperti (EE – che hanno in sé difficoltà oggettive, che possono essere di vario genere: tratti esposti, protetti con cavi o catene, dislivello non proprio contenuto, lunghezza marcata, difficoltà di orientamento), per escursionisti esperti ed attrezzati (EEA – veri e propri sentieri attrezzati, leggesi “ferrate”, che richiedono il sapere usare attrezzatura specifica per una progressione sicura).

Percorrenza e dislivello sono da leggere assieme. Danno un’idea dell’impegno fisico richiesto. In media una persona percorre 400 metri di dislivello in un’ora. 800 metri di dislivello in due ore è discretamente impegnativo. Ne consegue che 800 metri di dislivello in 3 ore almeno non hanno una pendenza così marcata mentre 600 metri in un ora sono una legnata. Partendo da questa base, dopo un paio di escursioni si dovrebbe essere in grado di tarare queste indicazioni sulle proprie condizioni fisiche.

Un altro consiglio fondamentale è quello di avere con sé una cartina del territorio, e di saperla quanto meno leggere. La cartina si usa in coppia con la bussola. Ed anche questa bisogna imparare ad usarla.

Allora. Il meteo butta sole, il vostro percorso è di tipo E, 400 metri di dislivello in 1h30… cosa aspettate a preparare lo zaino?

Altra cosa che può tranquillizzarvi: non siamo in Alaska, tolte rare (sig) zone, non abbiamo territori in cui si può camminare senza incrociare nessuno per giorni. Camminare può essere anche un’occasione per stringere relazioni, conoscere altre persone, lasciare nello zaino lo smartphone e parlare, conoscersi, chiedere informazioni agli altri e magari aggregarsi. Nulla di particolarmente difficile, bastano un po’ di consapevolezza, educazione e buon senso.

Buoni passi.

gionata pensieri
No Comments

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close